Il riscaldamento domestico è oggi piu confortevole, piu ecologico, piu
razionale, piu sicuro. E piu individuale: anche la legge incoraggia la
ristrutturazione e l'installazione di impianti autonomi. Vi presentiamo una
rassegna degli apparecchi piu significativi, da parete e da terra, con tutte
le loro caratteristiche di potenza, flessibilità, risparmio.
Oggi ci sono vari buoni motivi per scegliere o cambiare
un impianto di riscaldamento autonomo:
La legge incoraggia, con sconti e permessi, il distacco dai sistemi
centralizzati, il recupero di vecchie abitazioni (e quindi l'installazione di
nuovi impianti) e il rinnovo degli impianti preesistenti con sistemi più
moderni ed efficienti.
Il metano, disponibile su gran parte del territorio nazionale,
consente impianti puliti, senza cattivi odori, meno rumorosi e installabili
dappertutto.
Chi preferisce o è obbligato a impiegare il gas liquido (Gpl) può
eliminare il vecchio, ingombrante e antiestetico «bombolone» e sostituirlo con
uno dei nuovi serbatoi interrati.
Tutte le nuove caldaie, quale che sia il combustibile prescelto,
sono comunque meno ingombranti, più raffinate, più silenziose, più efficienti
ed economiche.
A volte basta chiamare un installatore e lasciare a lui il
compito di valutare le necessità, ma per fare una scelta ragionata è meglio
rivolgersi prima a un termotecnico. L'installatore, infatti, spesso preme per
la soluzione che ha più a portata di mano, mentre il mercato offre un ampio
ventaglio di opzioni che solo un termotecnico potrà individuare consigliando
il sistema più adeguato alla casa (vedi riquadro «Scegliere la giusta
potenza»). Il ricorso al termotecnico è obbligatorio per legge nel caso di
nuovi progetti e ristrutturazioni.
I nominativi dei termotecnici abilitatisi trovano presso gli Ordini
degli ingegneri, i collegi provinciali dei periti e le associazioni dei
progettisti quali l'Anta (Associazione italiana termotecnici e aerotecnici,
tel. 02/70000645) e l'Aicarr (Associazione italiana condizionamento aria,
riscaldamento e refrigerazione, tel. 02/29002369).
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La Vaillant vanta 4 milioni di caldaie installate. Il
modello Atmoblock, facile da installare e da programmare, è un
apparecchio a camera aperta, con accensione elettronica. Funziona a
metano o Gpl ed è disponibile in due versioni, con e senza produzione di
acqua sanitaria. |
I tipi di caldaia
A seconda del tipo di caldaia e di scarico dei fumi la legge prevede un
certo numero di possibili soluzioni nel caso di ristrutturazioni o di nuovi
impianti. In particolare, si fa una distinzione tra le caldaie a camera di
combustione (focolare) aperta o chiusa (stagna).
Un'altra distinzione viene fatta tra gli impianti a «tiraggio naturale»
(in cui i fumi salgono nel camino perché sono più leggeri dell'aria) e gli
impianti a «tiraggio forzato» in cui i fumi sono espulsi da una ventola che si
trova nella caldaia.
Si classificano quindi gli apparecchi di «tipo A», quelli a camera
aperta e senza canna fumaria, che la legge tollera solo se sistemati
all'esterno, o se il locale in cui si trovano è ventilato secondo precise
regole. In caso di ristrutturazione, comunque, la caldaia di «tipo A» va
obbligatoriamente sostituita con una di «tipo B» o di «tipo C».
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Di «tipo B» sono le caldaie a camera aperta con
scarico in canna fumaria. In caso di sostituzione, possono essere
installate o all'esterno o in locali permanentemente ventilati (esclusi
il bagno e la camera da letto). Il camino singolo a tiraggio naturale
deve essere verticale, senza strozzature, impermeabile, isolato e deve
avere alla base una camera di raccolta della condensa. In un condominio
il «tipo B» è permesso - solo in sostituzione - se alla canna fumaria
sono collegate altre caldaie dello stesso tipo. L'unica condizione è che
la canna fumaria sia a norma UNI 7129/92 (tipo Shunt).
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Le caldaie di «tipo C» sono quelle a camera
chiusa, che prelevano l'ossigeno per la combustione all'esterno,
attraverso una apposita tubazione. Possono essere installate in
qualsiasi locale, compresi il bagno e la camera da letto. Se si trovano
in un locale «cieco» è necessaria però un'adeguata apertura di
ventilazione (sezione minima di 100 cm quadrati).
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NÈ DENTRO NÈ
FUORI |
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La caldaia può anche scomparire, incassata nello
spessore della parete. Luna In è un modello da esterno pensata dalla
Ocean Idroclima per un'installazione di questo tipo grazie alle sue
dimensioni ridotte (24 cm di profondità). È provvista di dispositivo
antigelo sia sul circuito riscaldamento sia su quello dell'acqua
sanitaria. A camera aperta oppure stagna, funziona a metano o Gpl e ha
una potenza di 25,8 o 31,1 kW. |
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Altre variabili importanti
A seconda della potenza necessaria, delle proprie
esigenze familiari e di vincoli obbiettivi (come il tipo di combustibile o lo
spazio a disposizione), si può scegliere tra caldaie di vario tipo.
Le caldaie a gasolio sono modelli a basamento, hanno la camera di
combustione aperta in ghisa o in acciaio, sono pesanti e di lunga durata.
Hanno lo svantaggio di dover essere installate in un locale apposito.
Caldaie a basamento sono disponibili anche con bruciatori a gas
(metano o Gpl). Esistono nei tipi a camera aperta o stagna e sono indicate,
quando ci sia la disponibilità di spazio, per villette e case medio-grandi.
Le caldaie murali a gas hanno il vantaggio di poter essere
installate dappertutto (occupano lo spazio di un pensile da cucina); per
contro hanno una manutenzione un po' più delicata rispetto ai modelli a
basamento (i circuiti di circolazione dell'acqua vanno disincrostati ogni 2-3
anni).
Recentemente hanno fatto il loro ingresso sul mercato le caldaie a
condensazione, che sfruttano una buona parte del calore residuo dei fumi e lo
restituiscono all'acqua. In questo modo è possibile aumentare il rendimento,
con un notevole risparmio di combustibile. Il vantaggio di questa tecnologia è
particolarmente sensibile con gli impianti a bassa temperatura (cioè quelli a
pannelli).
Altro aspetto da considerare nella scelta è quello dell'acqua calda
sanitaria. Le caldaie murali sono del tipo a produzione istantanea: per
questo scopo la caldaia deve avere almeno 24 kW di potenza. Sono adatte per
abitazioni con 1-2 bagni; per esigenze maggiori è consigliabile aggiungere un
serbatoio di accumulo (da 60 litri in su).
Il boiler, in acciaio porcellanato o inox, è sempre previsto per le
caldaie a gasolio. In questo caso è preferibile una buona capacità (almeno
80-100 litri).
Infine un consiglio di carattere generale: prima dell'acquisto,
assicuratevi che nella vostra zona sia presente e attivo un centro di
assistenza della marca di caldaia che intendete scegliere.
| Caldaia a basamento a gs in ghisa, a camera aperta. È
il modello Litola della Viessmann, disponibile in 8 potenze da 15
e 48 kW |
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Caldaia a gas a condensazione, a camera stagna tipo
Ecosy della Saunier Duval |
Cosa dice la legge
La caldaia deve riportare il marchio di conformità alle norme Uni-Cig.
Per l'installazione è obbligatorio rivolgersi a un tecnico
abilitato (iscritto alla Camera di Commercio o all'Albo provinciale delle
imprese artigiane).
Una volta l'anno è richiesta una manutenzione generale: pulizia del
bruciatore, prova di tenuta, controlli dei dispositivi di sicurezza ecc (Dpr
412).
Ogni due anni è necessaria la verifica del rendimento della
combustione.
La caldaia deve essere accompagnata da un libretto d'impianto in
cui vengono registrate le operazioni di manutenzione eseguite dal tecnico
(artigiano-installatore).
La responsabilità civile e penale dell'impianto è a carico dell'occupante,
non importa se proprietario o inquilino, oppure può essere delegata a un
tecnico abilitato, stipulando un apposito contratto di manutenzione (si può
far riferimento al contratto-tipo biennale preparato da Adiconsum con
le Associazioni nazionali degli artigiani installatori: per informazioni
rivolgersi allo sportello Adiconsum presso le Regioni). Il contratto elenca le
operazioni di manutenzione obbligatorie. A seconda delle regioni, il costo di
questo servizio è di 120-150.000 lire annue. Un contratto di manutenzione
programmata è offerto in tutta Italia dal consorzio di costruttori di caldaie
PassGas (tel. 02/34532148).
Le spese: sono a carico dell'inquilino tutte le spese di piccola
manutenzione dipendenti dall'uso (e non da vetustà dell'impianto o da caso
fortuito). Rientra in questa categoria anche la manutenzione della canna
fumaria, cioè la rimozione annuale della fuliggine. Gli interventi di
manutenzione straordinaria spettano invece al proprietario, che, nel caso di
abitazioni soggette a equo canone, può chiedere all'inquilino un aumento
dell'affitto rapportato all'interesse legale del capitale impiegato (art. 23
Legge 392). Nel caso di locazioni con patti in deroga oppure a uso diverso,
l'aumento del canone per spese straordinarie va invece previsto nel contratto
con una clausola specifica.
LA SICUREZZA È
GRATIS |
Un controllo gratuito della vostra caldaia a gas, di
qualsiasi marca e di qualsiasi tipo. È ciò che offre per tutto il mese
di settembre Ariston, con l'operazione Caldaia Sicura. Basta chiamare il
numero verde 167-280000 e fissare un appuntamento con un tecnico della
Ariston, che verrà a casa vostra per controllare le condizioni della
caldaia a gas. Fornendo anche utili consigli per una corretta
manutenzione della caldaia stessa. |
PROGRAMMAZIONE E
SICUREZZA |
Gli apparecchi di regolazione della temperatura e
programmazione giorno-settimana (cronotermostati) vengono offerti da
molte aziende produttrici di caldaie anche come optional dell'impianto.
I modelli più recenti sono più facili da impostare, grazie a display
digitali, menu guidati e pulsanti «illustrati».
Tra le ultime novità ci sono i cronotermostati senza filo, che
trasmettono il segnale alla caldaia in radiofrequenza, senza il
tradizionale collegamento con cavo elettrico, evitando lavori in
muratura nelle ristrutturazioni. Nella foto, il modello CM67i RF della
Honeywell. |
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Pannello del
cronotermostato: 1 Giorno; 2 Ora; 3 Display; 4 Temperature; 5
Informazioni; 6 Moduli opzionali; 7 Batterie; 8 Interventi giornalieri;
9 Vacanze; 10 Giorno festivo; 11 Party; 12 Selezione funzioni; 13 Copia
giorno
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I rivelatori di gas sono apparecchi da applicare a parete (a 30 cm
dal soffitto per il metano, a 10-30 cm dal pavimento per il Gpl), che
lanciano un allarme sonoro e/o luminoso se la concentrazione di gas
supera la soglia di pericolo. Alcuni provvedono automaticamente a
sospendere l'erogazione di gas. A lato: a sinistra, il modello
Salvalavita di Beghelli, con luce di emergenza; a destra, il modello
Segugio della Seitron.
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